PROGETTI

La collezione è natura (continuum)

18.04.2026
19.04.2026

Gallerie Guzzetti
Piazza Carlo Caneva 4, Milano
Sabato 18 e domenica 19 aprile 2026

La collezione è natura (continuum) si confronta con ambiente e paesaggio attraverso l’opera di ventidue artiste e artisti in collezione, che raccontano la Terra, i suoi tempi e i suoi attori, insieme al nostro modo di abitarla nella storia, dal Medioevo ai giorni nostri.

Fatma Bucak fotografa le relazioni tra violenza politica, cambiamento climatico e distruzione ambientale in un paesaggio desertico, dove una colonna solitaria sorregge un pesce schiacciato da una pietra, un rituale funerario sospeso in un tempo immobile e indefinibile. 
Gli stessi tempi lenti e isolati di una cerimonia, normalmente associati alla morte di un umano, sono applicati al mondo vegetale da Janis Rafa, che riprende la sepoltura di un albero (ma) ancora vivo. 
Così Becky Beasley ritrae memoria e rinascita nella “gioia d'autunno”, una pianta fiorita nel giardino della casa d'infanzia, dove furono sparse le ceneri della nonna e sepolto il cane di famiglia. 
Una dualità che definisce anche le fotografie di Ettore Favini, di un tratto del Canale Vacchielli a Crema, dove d'estate le ragazze e i ragazzi si fanno il bagno nonostante i divieti, e dove l’acqua è altrettanto spensieratezza e pericolo, vita e perdita.
Vulnerabile, giovane e tenera è la natura ritratta da Nan Goldin, una distesa di “orecchie d’agnello”, foglie morbide e delicate. 
Zoe Leonard constata un’altra ambivalenza della natura, dove la vita è una lotta continua: il corpo di un castoro galleggia in acque lattiginose, scolpito dal gelo che dà nuovo risalto alle forme. 
Le acque di Walker Evans sono altrettanto scure in una fotografia commerciale degli anni Cinquanta, che non cerca alcun effetto drammatico né persegue alcun desiderio di denuncia – eppure, lo sguardo contemporaneo non può che cogliere una natura tragicamente in affanno. 

In mostra anche i paesaggi della mente: quello di Pierre Alechinsky è un sole simbolico, carico di forza interiore, quell'energia primitiva che contraddistingue lo spirito CoBrA di cui fu tra i fondatori; quello di Vincenzo Agnetti è fiorito, inciso sulla carta fotosensibile annerita dall’esposizione, dove si palesa il valore emozionale dell'immagine, poesia viva e vitale; quello di Fabrizio Plessi, un “vero paesaggio italiano”, cessa di essere rappresentato per diventare struttura visiva, puro dinamismo della linea curva che attraversa e schiva, veloce, le montagne; quello di Maria Teresa Ortoleva è una topografia di pensieri, il paesaggio disegnato dalle onde cerebrali di qualcuno che sta attraversando una foresta. 
La natura sognante si risveglia, antropomorfa, nel disegno di Marta Pierobon, ritrovandosi fantastica e mitologica, metafisica e surrealista, e diventa allucinazione nei paesaggi di vedovamazzei. Rave Party richiama un contesto collettivo, caotico, contemporaneo, ed Enjoy Flowers introduce un elemento decorativo, apparentemente innocuo – finché la nuvola non diventa missile. 

Per alcune artiste e artisti la natura è il mezzo – pittorico per Flavia Albu, che studia genesi e potenzialità della rappresentazione, dove non c’è separazione tra una campitura di colore e un’isola di terra rossa; fotografico per Laura Pugno, che sceglie di stampare il litorale adriatico su una carta abrasiva come l’azione dell’acqua; scultoreo per Giuseppe Uncini, che non utilizza cemento, ferro e terra per imitare, ma li presenta per ciò che sono: terreno e costruzione, natura e artificio. 
E ancora, l’orizzonte di Buhlebezwe Siwani è dipinto con sapone, cenere, argilla e olio, utilizzati come simulacri che rivelano il significato più profondo (l’ostacolo) piuttosto che rappresentare (la montagna); mentre Anna Galtarossa sovrappone macro e micro nelle trame dell’arazzo, realizzato con l’antica tecnica sarda del pibiones, animando i fili colorati tra animale e paesaggio, corpo e percorso. 

I generi artistici tracciano un ennesimo filo rosso: Olmo Erba guarda alle rappresentazioni medievali di come si abitava la terra attraverso le vicende dei santi – come San Lucio, patrono dei casari, martirizzato perché distribuiva ai poveri la mascarpa; Marco De Sanctis si appropria di paesaggi marini di pittori anonimi dal XVII al XIX secolo e sottrae dalla superficie pittorica originaria, combinando abrasione e restauro; i dipinti di Linda Carrara condividono uno stato di sospensione dove ogni presenza, umana e artificiale, diventa natura morta. 

La collezione è natura anche attraverso chain chain chain, un domino di immagini e parole raccolte da Jacopo Rinaldi a partire dalle illustrazioni del Theatrum Sanitatis (Franco Maria Ricci Editore, Parma, 1970), i cui tre volumi sono parte della collezione.
Catalizzatrice è stata una miniatura medievale della Mandragola da cui l’artista ha avanzato per associazioni fino all’Apollo e Daphne del Pollaiuolo, attraverso una performance di Pina Bausch e una recente documentazione fotografica della domenica delle palme festeggiata in Salvador, percorrendo liberamente storia dell’arte, folclore, cinema, danza, mitologia e televisione. 

Uno sguardo importante è rivolto anche all’esterno, oltre lo spazio espositivo, verso la prima isola di verde che si incontra: in mostra l’anteprima di un progetto di riqualificazione del verde di Piazza Caneva realizzato in collaborazione con Park. Gallerie Guzzetti proporrà un ripensamento della piazza insieme allo studio e attraverso la progettualità di artiste e artisti, per farne un luogo di interazione più profonda, rispettosa della natura. 
Nell’aprile 2027 il progetto sarà restituito al pubblico, con il desiderio che da visione possa diventare luogo.

ph. Anelle Taulé

La collezione è natura

15.11.2025
16.11.2025

Gallerie Guzzetti
Piazza Carlo Caneva 4, Milano
Sabato 15 e domenica 16 novembre 2025

Beirut, 1976: una donna palestinese morta, mentre sullo sfondo i combattenti della Falange cristiana saccheggiano contadini palestinesi. È il titolo per esteso della prima immagine che s’incontra entrando nello spazio, una fotografia di Donald McCullin da tempo parte della collezione, che non ha mai smesso di essere contemporanea. McCullin ha raccontato il contesto, di forte minaccia, e il suo profondo senso di colpa e di impotenza – una sensazione familiare verso un popolo offeso ancora oggi, cinquant’anni dopo lo scatto.

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Questa mostra, la seconda negli spazi di Gallerie Guzzetti, inaugura un percorso dedicato all’ambiente e al paesaggio, che sono al centro di numerose opere in collezione: La collezione è natura disegnata, fotografata, dipinta, scolpita, registrata; è terreno di sperimentazione tecnica e formale, di riflessione sociale e politica.
Oltre lo spazio espositivo, La collezione è natura in senso letterale; raccoglie varietà di alberi, arbusti, felci e succulente che vivono all’interno e all’esterno di spazi domestici.

Un pensiero, un invito, una provocazione, ha accompagnato la nascita di Gallerie Guzzetti fin dai lavori di ristrutturazione: “La natura ci contamina. Lasciamoci contaminare”. Mentre si delineavano gli obiettivi del progetto, lo sguardo è sempre stato rivolto anche all’esterno, verso una crescente continuità tra arte e natura. Il terzo appuntamento, ad aprile 2026, proseguirà in questa direzione.

Le opere in mostra delineano paesaggi – raccolti da sguardi distanziati, per abbracciare visioni estese – e rivelano alcune pieghe del mondo naturale, attraverso un’osservazione più prossima: un covone di fieno nella campagna kosovara, cime innevate delle Dolomiti, il Giardino d’Europa a Pieve Tesino, un campo agricolo nelle Marche, papaveri sul ciglio di una strada emiliana, la foresta pluviale in Brasile, una fila di cipressi nel modenese, l’orizzonte africano, un trenino che attraversa la Val Gardena, uliveti liguri.
Rispondendo alla provocazione, “Lasciamoci contaminare”, molte immagini sono state selezionate perché abitate da uomo e natura in simbiosi: solidi rami come nidi a grandezza d’uomo, una superficie rocciosa come materia grigia, madre terra nella forma di un grembo, un ideogramma come albero.

La mostra è anche occasione per presentare il catalogo della mostra fotografica di Alessandro Nanni, Borgomaro, luoghi e presenze, un paesaggio familiare alla collezione, e il primo volume di Gallerie Guzzetti dedicato alla scorsa inaugurazione della collezione.

In mostra opere di: Flavia Albu, Arcangelo, Massimo Bartolini, Gianni Berengo Gardin, Linda Carrara, Valentina D'Amaro, Paola De Pietri, Luca Francesconi, Maria Friberg, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Guido Guidi, Debora Hirsch, Benjamin Jones, Ana Manso, Lala Meredith-Vula, Ennio Morlotti, Alessandro Nanni, Brigitte Niedermair, Claudio Olivieri, Maria Teresa Ortoleva, Adele Prosdocimi e Victoria Stoian.

Le prime tre immagini dalla mostra: ph. Anelle Taulé. Le ultime tre immagini dalla pubblicazione Borgomaro, luoghi e presenze: ph. Alessandro Nanni.

Nuova parete d’artista

12.10.2025

Cittadella degli Archivi
Piazza Gregorovius 15, Milano
Domenica 12 ottobre 2025

La nuova parete d’artista realizzata da Maria Teresa Ortoleva (1990, Milano) è stata donata alla città di Milano da Gallerie Guzzetti. L’opera rientra nel progetto “Muri d’artista”, ed è dedicata al tema della ricostruzione di Milano dopo la Liberazione del 1945.
L’inaugurazione ha coinciso con quella della mostra “Milano 1945-1964. Dalla Liberazione alla ricostruzione”, a cura del Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano.

Nell’ideazione della parete, gli studi di Maria Teresa Ortoleva si sono focalizzati in particolare sullo sviluppo architettonico e urbanistico che hanno contraddistinto il secondo dopoguerra a Milano. L’artista ha raccolto dati e informazioni non solo sui progetti realizzati, ma anche su quelli rimasti ideali. Entrambi sono stati considerati come l'espressione concreta dei sogni e dei desideri della popolazione, catalizzatori di nuove aspirazioni, dell’impegno e dello sforzo che l’hanno resa capace di rinascere e trasformarsi.
Lo spunto iniziale del lavoro sono le macerie della guerra. Le rovine e i frammenti sono spesso motivo di fascino per l’arte, traccia del passato e al contempo portali che ci rivelano la visione sul futuro, spazio libero su cui proiettare i propri desideri, sogni e ideali.

La pratica artistica di Maria Teresa Ortoleva esplora da tempo il tema del sogno e dell’immaginazione, e approccia in questo caso l’architettura rappresentativa della ricostruzione di Milano come paesaggio onirico. Utilizzando il disegno, accosta frammenti di macerie e rovine alle abitazioni domestiche di nuova costruzione — riflesso della necessità di ogni famiglia di avere la propria casa, “un’oasi di pace” — e alle nuove imprese architettoniche e ai grattacieli, simbolo di slancio e progresso. Al disegno sono sovrapposte sagome, in metallo verniciato o plexiglass, di onde cerebrali della fase REM, simbolo di sogno e visione e distintive del linguaggio artistico dell’artista.

Apertura della collezione

05.04.2025

Gallerie Guzzetti
Piazza Carlo Caneva 4, Milano
Sabato 5 aprile 2025

Gallerie Guzzetti è la casa di una collezione d’arte privata che oggi si apre per la prima volta alla condivisione, recentemente ristrutturata per l’esposizione e l'archivio delle opere e per accogliere chi desidera conoscerle. Luogo di confronto e di crescita, al contempo intimo e ospitale, custodisce la collezione e ne riflette la natura introspettiva. 

Un’intera stanza è dedicata a Time Travel 1971, installazione ad opera dello studio di design americano NUOVA Group, fondato da Rodrigo Caula and Enrico Pietra. Time Travel 1971 è un viaggio nel passato, in un'epoca in cui il futuro, oggi il nostro presente, era immaginato con fiducia. L'arredamento della sala evoca quell'ottimismo, con elementi come il sofà Beverly, pensato per conversazioni appassionate, e il tavolino Enzo, che invita alla lettura e alla scoperta. Sulla parete principale, una pittura di Rodolfo Aricò del 1971 sottolinea l’amore e la fiducia che chi abita questo spazio ripone nell’arte del presente.

Dalla fine degli anni Sessanta fino ai giorni nostri, le opere esposte negli spazi di Gallerie Guzzetti percorrono più di cinquant’anni di ricerca artistica. Attraverso una pluralità di tecniche — dalla pittura alla scultura, dal video alla fotografia — e un’attenzione costante all'evoluzione di questi linguaggi attraverso epoche e movimenti artistici differenti, la collezione rivela le passioni e le tematiche che la animano: l’architettura e l’urbanistica, la natura e il paesaggio, la storia e l’attualità. L’attraversa una costante ricerca, formale e concettuale, del bello, dove la bellezza è intesa come forza silenziosa e vibrante, capace di percorrere la storia dell’arte con libertà. 

Con questa apertura Gallerie Guzzetti ringrazia le artiste e gli artisti, le galleriste e i galleristi, e tutte e tutti coloro che hanno contribuito alla formazione e alla crescita della collezione.

Artisti in mostra: Allora & Calzadilla, Giorgio Andreotta Calò, Rodolfo Aricò, Stefano Arienti, Silvia Bächli, Elisabetta Benassi, Sarah Benslimane, Monica Bonvicini, Lupo Borgonovo, Cioni Carpi, Paola De Pietri, Jan Dibbets, Rä di Martino, Luca Francesconi, Francesca Grilli, Emily Jacir, Francesco Jodice, Laurie Kang, Luisa Lambri, Lorenza Longhi, Nicola Martini, Marzia Migliora, NUOVA Group, Adrian Paci, Arnulf Rainer, Rudolf Sikora, Eugenio Tibaldi, Luca Trevisani.

Courtesy: amt_project, Clima, Galleria Raffaella Cortese, Monica De Cardenas, Galleria Umberto Di Marino, Fanta-MLN, Finarte, Fluxia, Franz Kaka, In Arco, kaufmann repetto, LOOM, Madragoa, Magazzino, Galleria Massimo Minini, Parkett, Pinksummer, Lia Rumma, Simóndi, ZERO…

Un ringraziamento particolare per il sostegno e l’amicizia ad Antonio Putzolu, allo staff di Navigando Turismo e Cultura, a Via Stampa e a: AF Idroedile, Archimi Studio, F.C.V. Serramenti, Marian Marginica, Presa Sicura, Rigolio arredamenti, Fulvio Rodolfi, Andrea Sabetta, Anelle Taulé.

ph. Anelle Taulé